ANOTHER BRICK IN THE WALL, Pink Floyd

Quando si dice andarsele a cercare. “Another brick in the wall” è uno dei più micidiali atti di accusa al sistema scolastico, sicché farlo ascoltare è scuola è davvero paradossale. Ma tant’è. Abbiamo scelto stavolta di unire le tre parti di questa canzone, che originariamente erano disseminate lungo l’album “The wall” (1979). Ne è venuta fuori una specie di suite rock di 11 minuti a cui ci siamo abbandonati nell’ascolto in cuffia. Mai come in questo caso sono state importanti le traduzioni del testo e anche il video, che in realtà è una parte del film “The wall” di Alan Parker. E’ incredibile come questo pezzo, con tutto quello che si porta dietro, abbia ancora, dopo quasi quarant’anni, sappia ancora arrivare ai ragazzi di oggi.

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La canzone “Another brick in the wall”, dei Pink Floyd parla dell’infanzia del bassista, Roger Waters, il quale odiava la scuola e pensava che gli insegnantti fossero manipolatori degli alunni. La canzone è un po’ drammatica, secondo me, però mi è abbastanza piaciuta.

GIUSUE’ MANCINI, 3D

 

La canzone parla dell’infanzia di Roger Waters, bassista dei Pink Floyd. Il brano è diviso in tre parti doverse, da due “mini” canzoni. La canzone è ben strutturata con parole scelte con cura dall’autore e con una base ben arrangiata, con degli assoli lunghi e molto apprezzati da parte mia. Questo brano ha risvegliato in me una sensazione come se fossi perduto, sottomesso, per poi risorgere e ribellarmi al mio prevaricatore. Il video, tratto da una parte del film “The wall”, rende molto bene il significato della canzone. Nella canzone, durante gli assoli, si possono sentire delle voci e dei rumori dei bambini che gridano e degli insegnanti che li sgridano. Personalmente, la trasmetterei per radio, anche se è un pezzo vecchio e un po’ lunghetto, ma secondo me non passa mai di moda.

ANTONIO GIORGINI, 3D

 

Questa canzone è composta da più parti, e dall’album è stato tratto anche un film. Parla di un ragazzo che ha subito dei traumi, come la morte del padre quando lui era ancora piccolo e della società che lo ha portato a costruirsi un muro intorno.

Dice anche che la scuola rende i bambini tutti uguali e che gli insegnanti smascherano le loro debolezze, però gli insegnanti a casa perdono la loro autorità e vengono maltrattati dalle mogli. Questo brano ha un significato molto profondo e per me incita la società a trattare tutti allo stesso modo e a lasciare libere tutte le personalità.

GIULIA BACCELLO, 1D

 

“The wall” è il disco dei Pink Floyd da cui è stata tratta questa canzone. Mi piace molto e mi piace molto anche il gruppo. Questa canzone parla di un ragazzo che ha vissuto molti traumi, per esempio la morte del padre. C’è una parte del video che mi ha fatto impressione, cioè la parte dei bambini che stanno a scuola: sono tutti uguali e cadono in una macchina che li trasforma in carne macinata.

GIULIA MARIA NEVE MANCINI, 1D

 

E’ stata creata dal bassista dei Pink Floyd di nome Roger Waters e parla della sua infanzia in cui gli è morto suo padre in guerra, copito da un attacco aereo. E’ una canzone molto bella perché dice tutte le cose che succedevano davanti ai suoi occhi, ed erano vere. La canzone è piena di pause e di voci, ma forse è un po’ troppo lunga, ma la melodia è fantastica.

YASSIN SANDLI, 1D

 

Mi sembra di conoscere già questa canzone, però di sicuro conosco il gruppo, i Pink Floyd. Parla di una scuola dove i ragazzi erano obbligati a studiare e dal video si capisce che avevano le facce deformate come “Il grido” di Munch, e mi ricorda anche un video che avevamo visto in classe perché i ragazzi andavano in classe come zombi (Nardos allude a “Metropolis” di Fritz Lang, nota del professore). Poi c’è una parte in cui entrano dentro un tritacarne, e questo vuol far capire che la scuola inglese era severa.

NARDOS GUJA, 3D

 

E’ una canzone dei Pink Floyd del 1979, è divisa in tre parti ed è tratta dall’album “The wall”. Questo brano parla dell’infanzia del bassista del gruppo, Roger Waters, al quale muore il padre da piccolo e per tutta la vita avrà un vuoto nel cuore a cui si aggiunge, ad aggravare il suo stato psicologico, anche la formazione delle scuole inglesi, molto rigide e severe. La parte musicale è molto potente.

FLAVIO MORELLI, 3D

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2 pensieri su “ANOTHER BRICK IN THE WALL, Pink Floyd

  1. Il video non è disponibile. Peccato. Comunque questa canzone era molto potente ma poi alla fine se guardi l’America è rimasto tutto uguale. Così come in italia molte canzoni forti e politiche non hanno cambiato niente del sistema. Purtroppo.

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