TRUE LOVE, di Pink

Ancora una canzone proposta da un’alunna, nella fattispecie Marianna Caldoro, ad opera di una delle star della musica giovanile di questi ultimi anni. “True love” (dall’album “The Truth About Love” del 2012) è un pezzo dinamico che innesta una voce di ascendenze soul in una canzone dai suoni contemporanei molto ben prodotta. (MEDIA STELLETTE: 4,4 su 5)

Testo e musica di questo brano sono un ottimo binomio per catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Il brano parla di amore e odio due sentimenti opposti come il bianco e il nero. C’è da chiedersi: come è possibile odiare e amare contemporaneamente una persona? Forse è perché con il cuore, quindi irrazionalmente, che proviamo sentimenti come l’amore ed è invece il nostro cervello che ci fa ragionare e, quindi, ci fa provare odio verso quella stessa persona che ha comportamenti che noi non condividiamo e che ci fanno stare male. È importante trovare un giusto equilibrio tra i sentimenti e non eccedere perché a volte, anche i sentimenti positivi come l’amore, potrebbero farci stare male. E in questo brano l’equilibrio tra la musica assolutamente graffiante e accattivante e il testo intenso e pieno di verità è stato raggiunto in pieno. (Giudizio personale: 5 stellette su 5)

ELIA PORTARENA, 3D

“True love” è una canzone bellissima che parla di una donna che prova due sentimenti contrastanti allo stesso tempo: odio e amore. La parte di questa canzone che preferisco è il ritornello che è veramente ritmato.

MARIANNA CALDORO, 1D

“True Love” è una canzone di Pink (nome d’arte). Per il laboratorio a scuola l’ha portata Marianna. La cantante non la conoscevo, ma la canzone l’avevo già sentita in una pubblicità. Della canzone mi piace il significato (come l’ho capito) e la base. Secondo me la canzone parla di una relazione: la ragazza che canta ama e odia il suo fidanzato. Da quando l’ho conosciuta è diventata la mia canzone preferita e perciò quando la ascolto mi viene una voglia pazza di ballare e di cantarla. Se potessi fare una domanda a Pink le chiederei: “Quando è nata la tua passione per la musica? Le cose raccontate nella canzone “True Love” sono vere?” A questa avrei voluto dare 1000 stelline, ma purtroppo il massimo è di 5 e perciò 5 stelline.

SOFIA CUSTODI, 1D 

Questo brano è uno dei miei preferiti perchè è il genere che ascolto. La parte che preferisco è quando dice “JUST ONCE TRY TO WAP” fino a “IT BABY”. Sentendolo in radio mi ero fatta tutta un’idea del video, ma quando ho visto il video mi sono accorta che diceva il contrario di quell’idea che mi ero fatta! (Giudizio personale: 4 stellette su 5) 

LUCREZIA PERNARELLA, 1D

“True love” è una canzone di Pink che parla del vero amore… lei ama un ragazzo, che sebbene anche lui la ami, non sembra far niente per dimostrarlo… la tratta come un’amica e nient’altro… mentre canta, Pink ha una voce allegra e la base è divertente. Insomma, sembra tutt’altro che una canzone di delusione! (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

ISABELLA NICOLE OLIMPIERI, 1D

“TRUE LOVE”  è un brano che a me piace molto perché parla di una storia pazza tra una ragazza e un ragazzo che si amano, ma il loro amore si direbbe impossibile perché si insultano sempre però si amano da morire. Appena ho sentito questa canzone mi sono emozionata tantissimo. (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

ANGELICA MUCCIFUORI, 1D

LAMETTE, di Rettore

Brano apparentemente masochista, in realtà sarcastico (i tagli autoinflitti erano uno “stile di vita” giovanile tra fine anni ’70 e inizio ’80, purtroppo tristemente tornato di moda) questa “Lamette” (1982), brano pop irresistibile e grottesco (sentite il po po po po del coro) di una eccentrica della musica italiana. (MEDIA STELLETTE: 3,5 su 5)

Quanti sulla terra conoscono Lamette oltre me? Probabilmente se si va a Tokio e si domanda di Donatella Rettore, il 99,9 % della popolazione ti canta tutta la canzone….. Va bene, esagero, ma in Italia quasi tutti la conoscono…. Forse, però, il testo non va bene per questo genere di base sotto, troppo lugubre! Io al suo posto avrei messo un testo allegro sotto la stessa base, magari una cosa stupida, che parla del mare, così:
Dammi un salvagente che me ne vado al mare… ploploploploploploplop… mi divertirtirò anche se l’acqua è col sale ploploploploploploplop… mi voglio divertire sì mi voglio divertire perciò…perciò…perciò…dammi un salvagente che me ne vado al mare….
guarda come nuota que-esta trota…guarda come nuota que-esta trota!
Dammi un salvagente che me ne vado al mare…ploploploploploploplop…mi divertirò anche se l’acqua è col sale ploploploploploploplop….mi voglio divertire si mi voglio divertire perciò…perciò…perciò…dammi un salvagente che me ne vado al mare!
Così è mooolto meglio,voglio dire, nella mia versione diventa tormentone! Anzi, tormentone lo è già ma come la ho riscritta la trovi in estate su tutte le stazioni radio! (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

ISABELLA NICOLE OLIMPIERI, 1D

LAMETTE è una canzone di Donatella Rettore, è stata scritta nel 1982. Questa canzone secondo me parla di quanto fa male tagliarsi le vene. Io credo che siano belle sia la base che la voce di Donatella Rettore anche se non capisco se le altre voci ci siano per fare atmosfera. Le parti che mi hanno colpito di più sono le doppie voci e il ritornello. Se potessi fare una domanda chiederei : “Perché questo tema delle lamette?” (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

CAMILLA CIOLFI, 3D

La canzone è di Donatella Rettore del 1982. Fino a quando il Prof. Caponeri non me l’ha fatta ascoltare io non la conoscevo, come la cantante stessa. Della canzone le parole mi sembrano molto buffe, mentre la base è davvero bella. Secondo me la canzone parla di una ragazza che è impazzita perché si è tagliata le vene e se le vuole ancora “sgarrare”. Le sensazioni che provo sono strane: mi sento più matta, ma anche divertita. Penso che questo brano sia come le mie sensazioni, cioè pazzo e divertente. La parte che mi ha colpita di più è la voce di Donatella, ma anche il coro con i “versi” è molto bello. Il Prof. ci ha fatto ascoltare 2 volte la canzone; la seconda mi sentivo gasatissima. Se potessi fare una domanda a Donatella chiederei: “Quando ha iniziato a cantare?” (Giudizio personale: 4,5 stellette su 5) 

SOFIA CUSTODI, 1D

 

TANGLED UP, di Caro Emerald

Altra canzone proposta da un’allieva (in questo caso Paloma Martinez Brenner), una canzone che ha spopolato tra i giovanissimi (le visualizzazioni su You Tube ammontano quasi a 2 milioni), un pezzo ben costruito con un insolito ritmo tanguero. (MEDIA STELLETTE: 3,5 su 5)

E’ una canzone molto ritmata dal testo un po’ misterioso e curioso. La voce della cantante è veramente bella e il ritornello è caratterizzato da un ritmo veramente accattivante.

MARIANNA CALDORO, 1D

Il brano parla di un rapporto tra un uomo e una donna e niente di meglio che il genere musicale del tango poteva rappresentare tale rapporto, perché proprio in questo ballo tra l’uomo e la donna si forma un forte contatto, molta energia e tanta emozione. Proprio per questo è un brano con un forte impatto sull’ascoltatore e per questo è destinato a rimanere a lungo nella sua memoria musicale. In questo brano l’incontro tra emozione e ritmo è calzante: la gente vive di emozioni forti che tutti i giorni riempiono la nostra vita. Ne viviamo di bellissime e intense ed è bello che tali emozioni abbiamo una bellissima colonna sonora che le accompagni. (Giudizio personale: 5 stellette su 5)

ELIA PORTARENA, 3D

Brano molto ritmico . La cosa che non mi piace è che si ripete troppe volte la farse “Tangled up”. In fin dei conti è un bel brano. 

LUCREZIA PERNARELLA, 1D

“Tangled Up” è una canzone di Caro Emerald. Per il laboratorio a scuola l’ha portata Paloma; io non credo che l’avevo ascoltata in precedenza e nammeno conoscevo la cantante. Il testo è in inglese e non ho capito il significato delle parole, ma penso che nella canzone una ragazza si lamenti per come vengono trattate le ragazze e più o meno della relazione della ragazza con il suo fidanzato. Con questa canzone non provo molte sensazioni, però mi fa pensare all’amore. La seconda volta che l’ho ascoltata ho capito meglio il testo. Se potessi fare una domanda a Caro Emerald chiederei: “Come mai hai messo la musica POP con quella del tango?”. (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

SOFIA CUSTODI, 1D

MORIRO’ D’AMORE, di Giuni Russo

Francesca Dragoni dei Petramante, quando venne ospite (v. post precedente), sottopose all’attenzione e al giudizio dei ragazzi e del ragazze del Laboratorio una canzone della compianta Giuni Russo, straordinaria cantante che dalla musica leggera (memorabile l’album “Energie” prodotto da Franco Battiato) arrivò poi alla musica colta. La canzone “Morirò d’amore”, proposta al Festival di Sanremo del 2003, è in realtà un brano apparentemente ostico, specialmente per chi è abituato a ben altri ascolti. (MEDIA STELLETTE: 2,8 su 5)

Conosco la canzone ma la cantante no. Secondo me questa canzone parla dell’amore, lo fa pensare non solo il verso che dice: “Morirò d’ amore, morirò per te” (è anche il mio verso preferito), ma anche altri versi come: “Le parole tue mi mancano, le parole tue per me, con te vicino passo le mie sere”. Tutti questi e altri versi mi fanno pensare che parli di una storia d’ amore.(Giudizio personale: 4 stellette su 5) 

MARZIA BARBINI, 1D

Questa canzone mi è piaciuta tanto perché la voce di Giuni Russo è splendida e perché la melodia è bellissima e mi è entrata subito in testa. Io non l’avevo mai sentita e le frasi, che sono bellissime, mi hanno colpito molto considerando che lei stava male e riusciva a scrivere quelle frasi. A Giuni Russo chiederei come è riuscita a scrivere quella bella canzone(Giudizio personale: 4 stellette su 5) 

LETIZIA MARANGONI, 1D

 

LE RELIQUIE, dei Petramante

Per questa splendida canzone abbiamo giocato in casa: abbiamo chiesto infatti a Francesca Dragoni, cantante e autrice dei Petramante, un meraviglioso gruppo indie/pop orvietano che si sta affermando sui palchi di tutta Italia, di venire a farci una visita, proporci una canzone (“Le reliquie”, appunto) e parlare un po’ con noi su cosa significhi scrivere canzoni, perché si comincia, perché si continua, cosa c’è davvero dentro le canzoni, rispondere insomma a tutte le nostre curiosità. Ne è venuto fuori un incontro bello e interessante, su ciò che si perde e ciò che si deve conservare. (MEDIA STELLETTE: 4 su 5)

Il brano è molto bello. La voce della cantante è bellissima, questo brano mi fa venire gioia ed il ritornello è la parte che preferisco. (Giudizio personale: 3 stellette su 5) 

LUCREZIA PERNARELLA, 1D

Scegliere quello che è meno peggio, cercare di sfuggire al proprio destino, tenere ciò che resta e aspettare ciò che non tornerà mai, la speranza di un futuro, sono i temi di questa canzone. Questa canzone mi da l’idea di una casa, di una casa piena di cose vecchie, mai buttate e neanche c’è intenzione di farlo. E ogni volta che si entra in questa casa prendi un oggetto e ti ricordi tutto quello che c’era dietro; poi prendi una cosa e vai via, te la porti dietro e cerchi di rivivere i vecchi momenti, anche se ci sono delle diversità, ma a te non importa, hai quell’oggetto che per te ha significato tanto.

Tenere un oggetto tiene accesa la speranza e l’illusione di rivivere anni addietro.

Questa canzone per me ha uno strano significato, mi ricorda l’ultimo piano del casale in campagna dei miei nonni, che è pieno di cose di quando erano piccoli mia mamma e mio zio, e le nostre. Ogni volte che ci entri trovi qualcosa e vuoi portartela via. (Giudizio personale: 3 stellette su 5) 

ALESSANDRA TALAMONI, 3D

A me di questo brano piace molto il coro. Noi abbiamo pure intervistato la cantante del gruppo che si chiama Francesca e ci ha pure cantato una canzone dal vivo. (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

ANGELICA MUCCIFUORI, 1D   

Come avete letto, Francesca Dragoni ci ha regalato anche una canzone dal vivo, “La colonia”, voce e chitarra. Noi di nascosto l’abbiamo registrata, ed eccola qua:

www.mediafire.com/listen/c5zqliw1f99t539/La_colonia_(Francesca_Dragoni_live_a_scuola).mp3

 

Sia “Le reliquie” che “La colonia” sono tratte dall’ultimo album dei Petramante “Ciò che a voi pare osceno a me pare cielo” (2013), in vendita, oltre che su vari portali musicali, anche al Magazzino delle Idee, benemerito locale orvietano che propone musica dal vivo di altissima qualità.

 

Una splendida foto dei Petramante. Da sinistra: Simone Stopponi, Maurizio Freddano (in basso), Alessandro Graziani e Francesca Dragoni, la nostra ospite

Una splendida foto dei Petramante. Da sinistra: Simone Stopponi, Maurizio Freddano (in basso), Alessandro Graziani e Francesca Dragoni, la nostra ospite

 

STRAWBERRY FIELDS FOREVER, dei Beatles

I Beatles hanno l’onore, unici in tutto il nostro Laboratorio, di vedere due loro canzoni ascoltate, analizzate e recensite. Noblesse oblige, il genio vuole le sue eccezioni. Dopo “Penny Lane” (che poi era l’altro lato dello stesso 45 giri: la trovate qualche post più sotto), è la volta di un pezzo molto più difficile, almeno alle orecchie dei ragazzi di oggi. Un brano bizzarro, pieno di effetti, molto psichedelico. D’altra parte eravamo in Inghilterra, nel 1967, quando usciva quella bellezza chiamata “Sgt.Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, il disco che più di tutti rese chiaro che il pop, certo pop, era ARTE. (MEDIA STELLETTE: 4 su 5)

La canzone è dei Beatles del 1967. Io non la  conoscevo, però in precedenza avevo ascoltato altre canzoni del gruppo. E’ simile a Penny Lane per il genere: entrambe parlano, da quanto ho capito, della vita dei componenti del gruppo nei quartieri dove vivevano. Quando ascolto questa canzone mi diverto molto. Della canzone mi piace innanzitutto la voce del cantante, ma mi colpiscono molto i rumori della città. Devo dire che ascoltare una canzone in inglese con il testo sotto è molto più facile che senza, e perciò la seconda volta con il foglio e le parole ho capito meglio il significato. Se potessi fare una domanda ai Beatles chiederei: “Come vi siete conosciuti e quando?” (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

SOFIA CUSTODI, 1D

Questa è una canzone particolare ed è proprio per questo la adoro. E’ stata l’unica canzone (dopo Penny Lane) che ho riascoltato a casa per altre 30 volte. Mettendo da parte il fatto che amo da impazzire i Beatles, è una canzone favolosa, pazzesca. Ti fa provare varie  emozioni che neanche tu riesci a spiegarti! Emozioni come: confusione ma allo stesso tempo tranquillità, pace e confusione allo stesso tempo, stranezza… Non ha un significato specifico questa canzone, è molto relativa come cosa, cioè può farti impazzire come può farti schifo. Ed io penso che sia fantastica. (Giudizio personale: 4 stellette su 5) 

FRANCESCA MANZI, 3D

Adoro questa canzone! È bellissima! Quante volte l’ho cantata! Parla di un vecchio posto dell’infanzia dei Beatles… “Strowberry fields”. La cosa più bella è che nel testo ci sono, verso la fine, dei momenti in cui la musica è riprodotta all’indietro, il che rende tutto molto più bello. I Beatles mi danno l’idea di avere nostalgia, nella canzone, ma c’è quel pizzico di allegria che rende tutto più bello… (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

ISABELLA NICOLE OLIMPIERI, 1D

Questa canzone mi è piaciuta per la stessa ragione di “Big mouth strike again”, cioè per la stranezza. Per me questa canzone parla di un orfanotrofio dove viveva uno dei Beatles che vuole ricordare quando lui era un bambino e come se lo immaginava. Ai Beatles io vorrei chiedere, se potessi, come riuscivano a rendere tutto magico. A questa canzone ho dato 3 stelline perché quando l’hanno scritta facevano canzoni più belle di queste e mi aspettavo qualcosa di meglio. (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

LETIZIA MARANGONI, 1D

Questa canzone già la conoscevo, ma penso che ascoltandola e discutendone in questo laboratorio, mi è piaciuta di più’. E’ molto diversa da altre canzoni perché usano degli strumenti un po’ strani. (Anche se non sono una da giudicare:)) (Giudizio personale: 4 stellette su 5) 

PALOMA MARTINEZ BRENNER, 1D

PAROLE NUOVE, di Matteo Branciamore

Dopo qualche settimana in cui era il professore a portare i pezzi, ecco arrivare le prime proposte degli alunni. Un martedì mattina Alessandra è venuta con l’mp3 e il testo di questa canzone di Matteo Branciamore, reso noto ai giovani dalla serie televisiva “I Cesaroni” dove interpretava il ruolo di Marco Cesaroni. Oltre a recitare, ha anche scritto diverse canzoni per la fortunata serie televisiva, tra cui questa frizzante, ma tutt’altro che banale, “Parole nuove”. (MEDIA STELLETTE: 3,1 su 5)

Questa  canzone mi è piaciuta tanto perché dice che non bisogna soffrire per scrivere una canzone. Quando l’ho sentita, la prima cosa che ho pensato è stata “di sicuro si tratta di una vacanza al mare” e ho avuto un senso di solitudine perché mi manca tanto fare il bagno in quell’acqua piena di alghe e con la sabbia sotto i piedi. Questa canzone l’avevo già sentita durante la serie TV I Cesaroni. Di solito ascolto canzoni di questo genere e questa in effetti è una delle mie preferite. All’autore vorrei chiedere se gli piacciono le vacanze al mare. Questa canzone a me è piaciuta tanto e le ho dato 5 stelle ma gliele avrei date anche di più(Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

LETIZIA MARANGONI. 1D

Questa meravigliosa canzone  fa parte dell’ omonimo album e dell’amata serie italiana  “I Cesaroni” e parla di come si scrive una canzone d’amore. Spiega come scrivere una canzone senza le solite parole ”sole, mare, amore”. Usa anche parole strane, come “schiccherare”, per molti può sembrare un argomento chiuso, ma non lo è assolutamente. Questa canzone per me è molto importante, ha un significato lontano nella mia memoria: avevo 7 anni ed io e una mia amica eravamo pazze per la fantastica serie ”I Cesaroni”. Abbiamo fatto un cartellone con il salto della sigla mentre ascoltavamo questa canzone, e mi ci sono affezionata particolarmente. Io la consiglio a tutti: è stupenda! (Giudizio personale: 5 stellette su 5) 

ALESSANDRA TALAMONI, 3D

Prima  di  tutto  ho  scelto  questa   canzone soprattutto   per  il  testo,   secondo  me  spiega come per lui è scrivere una canzone. Io  non  conoscevo il  cantante  però  la canzone sì. Le  mie   sensazioni  sono  di  dolcezza  per  il  sottofondo,  ma  la  canzone  mi  dà come un mix di emozioni. Il  verso che mi piace di più è:  “Il  miglior  plettro  è  la  passione,  vedo  una  schiera  di  stelle.”

Secondo  me  è  carinissima! (Giudizio personale: 4,5 stellette su 5)

MARZIA BARBINI, 1D